Dirigenti imprese pubbliche locali: rinnovato il contratto

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Dirigenti imprese pubbliche locali: rinnovato il contratto

Sottoscritto, il 16/10/2019, tra la CONFSERVIZI e la FEDERMANAGER, l’accordo per il rinnovo del CCNL per i dirigenti delle aziende delle aziende dei servizi di pubblica utilità.

Il contratto collettivo decorre dall’1/1/2019 e avrà scadenza il 31/12/2023.

Trattamento minimo complessivo di garanzia
Il “trattamento minimo complessivo di garanzia”, da assumere come parametro al 31 dicembre, a valere dall’anno 2020 è stabilito in 69.000,00 euro.
A valere dall’anno 2022 il “trattamento minimo complessivo di garanzia”, da assumere come parametro al 31 dicembre, è elevato a 72.000 euro ed a 75.000 euro dall’anno 2023.
Per i dirigenti già in forza in azienda alla data dell’1/1/2016 continuano ad applicarsi, se di miglior favore, i parametri di TMCG previsti dall’art. 3, II TMCG, comma 2, del CCNL 18/12/2015.

Retribuzione variabile incentivante(MBO-Management By Objective)
Per le aziende che non avessero predisposto propri piani aziendali,  tenuto conto dell’innovazione della struttura della retribuzione introdotta dal CCNL 21/12/2004, resta allegato al contratto il modello di RVI, cui se ne aggiunge un altro, destinato, in particolare, alle figure manageriali apicali ovvero a quelle con responsabilità strategiche, tale da rafforzare il legame tra struttura della remunerazione del management e creazione di valore, nel medio/lungo periodo, dell’impresa.

Il suddetto modello poggia sulla divisione dell’incentivo in due parti:

-una prima parte di MBO, valutato su base annuale (sistema di incentivazione “a breve termine”), finalizzato a valorizzare i risultati conseguiti nel medesimo periodo di riferimento;

-una seconda parte di MBO di medio/lungo termine (ad es. triennio, “c.d. LTI – Long Term Incentive”) caratterizzato da percentuali di maturazione differenziate nel triennio. Tale componente variabile viene accantonata annualmente ed erogata solo alla scadenza del terzo anno, se il dirigente risulterà ancora in forza e non dimissionario.

Ferie
Fermo restando il principio dell’irrinunciabilità delle ferie retribuite per un periodo non inferiore a quattro settimane, il restante periodo di ferie, eccedente le 4 settimane, fatta salva ogni diversa intesa, qualora eccezionalmente il periodo eccedente non risulti comunque fruito, in tutto o in parte, entro i ventiquattro mesi successivi al termine dell’anno di maturazione, per scelta del dirigente, la fruizione di tale periodo non potrà più essere richiesta, sempre che vi sia stato espresso invito del datore a fruire di tale periodo, con contestuale informativa che, se non fruito, il periodo di ferie non potrà comunque essere sostituito dalla relativa indennità per ferie non godute. In assenza del suddetto invito del datore di lavoro, verrà corrisposta, per il periodo non goduto, un’indennità pari alla retribuzione spettante da liquidarsi entro il primo mese successivo alla scadenza dei ventiquattro mesi.

Aspettativa
Nel caso di prosecuzione della malattia oltre i termini di comporto, al dirigente che ne faccia domanda è concesso un periodo di aspettativa fino ad un massimo di 6 mesi, durante il quale non è dovuta alcuna retribuzione, ma decorre l’anzianità agli effetti del preavviso.
l periodo di aspettativa è elevato a mesi 12, sempre su domanda del dirigente, nel caso di patologie oncologiche o gravi patologie cronico-degenerative ingravescenti o che, comunque, comportino l’impiego di terapie salvavita.

Tutela della maternità e paternità
Per i periodi corrispondenti ai congedi di maternità e paternità previsti dalle vigenti disposizioni legislative, l’azienda anticipa la prestazione economica dovuta dall’Istituto previdenziale e provvede all’integrazione della stessa in modo da corrispondere l’intera retribuzione mensile netta.
Per i congedi, i riposi, i permessi l’azienda anticipa le relative prestazioni economiche dovute dall’Istituto previdenziale.

Pari opportunità
La raccolta delle migliori “best practice” attuate dalle imprese con riguardo alla gestione delle pari opportunità e, in particolare, sull’equità retributiva tra dirigente uomo e donna, è affidata all’Osservatorio bilaterale permanente che ne farà oggetto di iniziative specifiche, volte a diffondere la cultura della parità di genere in ambito manageriale.

Trattamento di infortunio e malattia da causa di servizio-Copertura assicurativa
L’azienda provvederà a stipulare una polizza che assicuri, comunque una sola volta, in caso di morte o in caso di invalidità permanente tale da ridurre in misura superiore ai 2/3 la capacità lavorativa specifica del dirigente, per cause diverse da quella dell’infortunio comunque determinato e da malattia professionale, una somma, sempre in aggiunta al normale trattamento di liquidazione pari, a decorrere dall’1/1/2020, ad euro 200.000,00 quando il dirigente non abbia figli a carico né coniuge. La predetta somma sarà pari a euro 300.000,00 quando il nucleo familiare del dirigente interessato risulti composto da uno ovvero da più figli a carico e/o dal coniuge. Il dirigente concorrerà al costo del relativo premio con l’importo di 200,00 euro annui che saranno trattenuti dall’azienda sulla sua retribuzione secondo apposite modalità.

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Trasferimento del dirigente
Salvo diverso accordo tra le parti interessate, il trasferimento individuale non può essere disposto nei confronti del dirigente che abbia compiuto il 55° anno. Per i dirigenti con figli minori di età il trasferimento individuale non può essere disposto nei confronti di chi abbia compiuto il 50° anno.

Formazione e aggiornamento culturale e professionale, politiche attive
Le parti convengono di promuovere lo strumento del bilancio delle competenze a favore dei dirigenti in servizio per i quali potrà costituire il presupposto per successivi corsi di formazione da realizzare in merito alle aree ed ai contenuti individuati dai risultati dell’assessment. Il bilancio delle competenze potrà essere richiesto dai dirigenti con almeno 3 anni di anzianità nella qualifica nella stessa azienda e non più di una volta ogni 3 anni. Il percorso potrà essere utilizzato anche dai dirigenti disoccupati come strumento propedeutico all’attività di ricollocazione.

Previdenza Complementare – PREVINDAI
Con decorrenza dall’1/1/2020, per tutti i dirigenti iscritti al Previndai – o che vi aderiranno – con versamento anche della quota a proprio carico, la contribuzione dovuta al Fondo è così stabilita:
– a carico dell’impresa, nella misura minima del 4% della retribuzione globale lorda effettivamente percepita da ciascun dirigente in servizio, da applicarsi fino al limite di 180.000,00;
– a carico dei dirigenti, nella misura minima pari a quella dovuta dalle imprese ai sensi del precedente punto a.1.;
Fermo restando il limite complessivo dell’8% della retribuzione globale lorda effettivamente percepita da ciascun dirigente in servizio, è in facoltà dell’impresa, previo accordo con il dirigente, farsi carico di una quota della contribuzione dovuta dal dirigente stesso, fino al limite del 3%, rimanendo, pertanto, a carico del dirigente un contributo minimo nella misura dell’1%. È altresì facoltà dell’impresa anticipare la contribuzione minima prevista dall’1/1/2022.
Ferma restando, in relazione agli anni dal 2019 al 2021, la disciplina vigente prima dell’accordo di rinnovo 16/10/2019, con decorrenza dall’1/1/2022, per tutti i dirigenti iscritti al Fondo – o che vi aderiranno – con versamento anche della quota a proprio carico, il contributo annuo a carico dell’azienda, non può risultare inferiore a 4.800,00.
Peri dirigenti il cui rapporto di lavoro sia stato risolto in corso d’anno, il contributo minimo a carico dell’azienda sarà riproporzionato in relazione ai mesi di servizio prestato nell’anno di riferimento, computandosi come mese intero la frazione di mese pari o superiore a 15 giorni.

Collegio arbitrale
Eccetto i casi di licenziamento nullo, per i quali trova applicazione la disciplina di legge, ove il Collegio, con motivato giudizio, riconosca che il licenziamento è ingiustificato ed accolga quindi il ricorso del dirigente a termini dell’art. 22, disporrà contestualmente, a carico dell’azienda, un’indennità supplementare delle spettanze contrattuali di fine lavoro, omnicomprensiva, nel rispetto dei parametri seguenti:
a) fino a due anni di anzianità aziendale, quattro mensilità pari al corrispettivo del preavviso;
b) oltre i due e sino a sei anni di anzianità aziendale, da quattro a otto mensilità pari al corrispettivo del preavviso;
c) oltre i sei e sino a dieci anni di anzianità aziendale, da otto a dodici mensilità pari al corrispettivo del preavviso;
d) oltre i dieci e sino a quindici anni di anzianità aziendale, da dodici a diciotto mensilità pari al corrispettivo del preavviso;
e) oltre quindici anni di anzianità aziendale, da diciotto a ventiquattro mensilità pari al corrispettivo del preavviso.



Fonte

2019-10-30T10:00:16+00:0030 Ottobre 2019|